Virus smartphone, scarsa attenzione alla privacy ed ai rischi digitali

Virus smartphone, scarsa attenzione alla privacy ed ai rischi digitali

giugno 1, 2018 0 Di Nzino Beccatto

Il rapporto degli italiani con lo smartphone è stretto, strettissimo, al punto che milioni di cittadini non hanno uno, ma ben due cellulari. Pur tuttavia, rispetto magari all’uso del PC, gli italiani manifestano una scarsa attenzione alle vulnerabilità delle comunicazione mobile tra virus, tutela della privacy, e quindi dei propri dati personali, ed altri rischi digitali e minacce informatiche.

Questo è quanto, tra l’altro, è emerso dal Rapporto ‘Trend Radar’ che, nello specifico, è uno studio della Samsung sul rapporto che gli italiani hanno con il proprio smartphone. Nel dettaglio, dallo studio è emerso che solo il 10% di chi possiede un telefonino è conscio dei rischi legati ai virus ed alla sicurezza dei dati, mentre l’88% non ne ha consapevolezza nonostante il 39% affermi di essere, per il proprio dispositivo, un buon conoscitore di quelle che sono le caratteristiche tecniche.

Addirittura oltre quattro italiani su dieci, per la precisione il 41%, affermano di essere in materia di smartphone dei buoni intenditori che, tra l’altro, spesso spendono tanto per cambiare dopo poco tempo il dispositivo al fine di passare ad un modello più evoluto. Dal Trend Radar Samsung, non a caso, è infatti emerso che negli ultimi cinque anni il 46% degli italiani ha cambiato lo smartphone fino a ben tre volte, ma c’è anche il 23% che rivela che, nel passare da un modello ad uno nuovo, non riesce a superare neanche un arco di tempo pari a 12 mesi prima di sbarazzarsi del ‘vecchio’ device.

Ma è sui termini tecnici legati alla telefonia mobile, alla sicurezza digitale ed alla privacy che gli italiani steccano miseramente. Dall’indagine della Samsung, infatti, è emerso che la General Data Protection Regulation, nota anche con la sigla GDPR, per il 78% degli interpellati è un codice di programmazione e non il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali.

Ma c’è anche chi ritiene che il trojan, per il 38%, non sia una minaccia informatica, ma una parolaccia russa oppure una marca di un suv. Pure il termine widget è sconosciuto al 38% degli italiani che ritengono sia addirittura un film horror americano. Si rasenta inoltre il ridicolo sulle risposte date a cosa è il backup visto che per il 37% trattasi di un passo di hip hop e non della procedura di copia di file, di dati e di documenti su un supporto esterno. E per il 34% il tri-band non supporta le frequenze multiple per la comunicazione, ma trattasi di una band musicale composta da tre componenti!